Ospitalità che tutela le montagne
La nostra idea di ospitalità nelle Dolomiti: da destinazione a territorio da comprendere
Negli ultimi anni, sempre più persone stanno riscoprendo la montagna. Le Dolomiti, in particolare, sono diventate un luogo simbolo di questo ritorno a spazi aperti, ritmi più lenti e relazioni più autentiche con la natura. Riscoprire la montagna però non è semplicemente visitarla come turista, ma imparare ad ascoltarla, comprenderne la fragilità, riconoscere in lei un territorio vivo, abitato, modellato dal tempo e dalle persone.
La riscoperta delle Dolomiti non passa solo dai grandi panorami o dalle immagini iconiche, parte dai gesti più semplici e profondi, come camminare senza fretta, accettare il silenzio e le giornate lente, vivere la montagna anche fuori stagione. Le Dolomiti sono fatte anche di pioggia e nebbia, di stagioni lunghe e silenziose, di paesi abitati tutto l’anno, di persone che lavorano, curano e mantengono viva la montagna ogni giorno.
È da questa visione che nasce l’idea di ospitalità di Dolomea: un nuovo modo di accogliere che mette al centro l’equilibrio tra esperienza, tutela e identità.
Per Dolomea la montagna non è un prodotto da consumare, ma un luogo da abitare temporaneamente, con rispetto e attenzione. Riscoprirla significa uscire da una logica di prestazione e tornare a una relazione più vera, fatta di presenza, ascolto e tempo da dedicare.
Ospitalità nelle Dolomiti: un equilibrio da ricercare
Nell’attuale racconto della montagna convivono spesso visioni opposte: da un lato l’idea di natura intoccabile e idealizzata, dall’altro il turismo che rischia di semplificare e consumare i luoghi. Noi non crediamo negli estremismi.
Le Dolomiti sono un territorio complesso, permeato dal lavoro umano tanto quanto dalla grandezza della natura. Per questo l’ospitalità deve essere realistica.
Accogliere, per Dolomea, significa trovare un equilibrio tra chi arriva e chi vive qui tutto l’anno, tra il desiderio di scoperta e la necessità di tutela, tra il comfort contemporaneo e il rispetto profondo della montagna. Senza imporre un’idea di montagna “giusta”, ma ascoltando le persone per comprendere cosa stanno cercando.
C’è chi arriva per camminare all’alba, chi per ritrovare silenzio e riposo, chi per sciare, lavorare in smart working o semplicemente rallentare. C’è chi viaggia con i bambini, chi da solo, chi torna ogni anno perché qui ritrova un senso di continuità.
Non giudichiamo nessun stile di viaggio, lo accogliamo purché rimanga in armonia con il territorio che lo rende possibile. L’ospitalità, per noi, è una relazione temporanea ma significativa.
Tutelare le Dolomiti: una responsabilità quotidiana
Parlare di tutela delle Dolomiti e di salvaguardia del territorio va oltre gli slogan di principio. Per noi di Dolomea è importante partire dalle scelte quotidiane, spesso silenziose e a basso impatto ma fondamentali. Per esempio:
- scegliere e valorizzare fornitori e produttori del territorio, che ci permettono di utilizzare materiali locali e durevoli, in linea con l’ambiente circostante;
- suggerire il recupero di edifici e strutture già esistenti invece di costruire nuovi spazi senza reale necessità;
- privilegiare attività sparse nel territorio, anche quello meno conosciuto, per evitare di concentrare le esperienze solo nei punti più iconici delle Dolomiti;
- gestire il ritmo delle esperienze, lasciare spazio all’osservazione, al vuoto, al silenzio, con lo scopo di far comprendere che non tutto è accessibile, disponibile o programmabile;
- offrire esperienze e attività che non consumino la montagna ma la rispettino.
Consumare la montagna è chiederle sempre qualcosa in più: una prestazione, un panorama, un risultato, un’esperienza “da portare a casa”. Offrire esperienze che la rispettino significa invece cambiare il punto di vista: non domandare alla montagna di adattarsi all’ospite, ma aiutare l’ospite ad adattarsi alla montagna.
Questo approccio non richiede rinunce eroiche, ma attenzione, misura e consapevolezza. Con lo scopo di trasformare il soggiorno in una relazione temporanea ma autentica, in cui la montagna non viene usata, ma incontrata, per lasciare un segno più profondo, sia in chi arriva, sia in chi resta.
Il futuro delle Dolomiti: accompagnare il cambiamento
Il turismo cambierà, come cambierà anche il clima e di conseguenza le Dolomiti, che già stanno cambiando inevitabilmente.
Il nostro compito è quello di accompagnare questo cambiamento con responsabilità, sensibilità e intelligenza. Vogliamo condividere luoghi in cui le persone si sentano bene e in cui la montagna rimanga protagonista, valorizzandola, senza snaturarla o reinventarla, per trasmettere il concetto che di fronte a questi cambiamenti, il turismo e l’ospitalità non possono limitarsi ad adattarsi in modo passivo. Devono ripensare tempi, modalità e aspettative, riconoscendo che la montagna non è una risorsa infinita né sempre disponibile.
In questo caso l’accompagnamento al cambiamento non rifiuta l’innovazione, ma sceglie con attenzione cosa cambiare e cosa custodire. Tecnologie più efficienti, nuovi modi di lavorare e di viaggiare possono essere alleati della montagna, se integrati con rispetto. L’identità non è un ostacolo al futuro. È la sua base.
Luoghi diversi, un’unica idea di ospitalità
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